contratto di locazione a uso foresteria

La legge ha reintrodotto da qualche anno una forma contrattuale che consente alle società (s.r.l. o s.p.a.) di prendere in affitto un appartamento per i propri dipendenti.

Questo contratto non viene regolato dalle legge 431/1998 cui si fa riferimento per gli affitti ad uso abitativo (contratti liberi 4+4, a canone concordato, transitorio, etc), ma rientra nella norme che riguarda le locazioni completamente libere (articoli del codice civile 1571 e successivi).

Questo consente al proprietario di casa di stabilire con le aziende in modo più libero degli accordi relativi al contratto di locazione.

In particolare (ad esempio):
– si può accordare per un canone più alto di quello previsto dall’accordo per i canoni concordati, che nei comuni ad alta intensità abitativa (come Roma) riguarda anche gli affitti transitori che risultano quindi essere calmierati in base agli accordi territoriali;
– si può accordare per una durata maggiore dei 18 mesi previsti per i contratti transitori;
– si può accordare per un deposito cauzionale più alto, dal momento che la legge 431/1998 stabilisce un massimo di tre mensilità per il deposito cauzionale.

Sostanzialmente il contratto ad uso foresteria si stipula tra tre soggetti:
– il proprietario dell’immobile che solitamente è un privato, ma a volte anche un’ azienda;
– una società che lo prende in locazione assumendosi tutti gli obblighi connessi al rapporto di locazione così come previsti dal contratto (il pagamento del canone, delle spese, di custodia dell’immobile, etc.), riservandosi il diritto di darlo in comodato o sublocazione ad un suo dipendente o collaboratore;
– l’effettivo inquilino, collaboratore dell’azienda, che prenderà effettivamente domicilio presso l’abitazione, la cui identità deve comunque essere riportata nel contratto.

Quali sono i vantaggi (e gli svantaggi) di affittare il proprio appartamento per uso foresteria?

Per il proprietario il contratto ad uso foresteria comporta vantaggi e svantaggi:
– la rinuncia al regime di cedolare secca, ovvero una tassazione maggiore a meno che non abbia altri redditi IRPEF;
– la possibilità di interagire con un soggetto la cui solvibilità è più verificabile ed il cui rischio di occupazione abusiva dell’immobile è pressoché inesistente.

Per concludere è importante considerare che la valutazione di opportunità o meno di locare un immobile ad uso foresteria è complessa e dipende da un insieme di fattori:
– caratteristiche dell’immobile (non tutte le categorie catastali sono ammesse all’uso foresteria);
– stato dell’immobile (ristrutturato? Arredato? Completamente equipaggiato);
– situazione reddituale del proprietario (è un privato o un’azienda? Oppure se gode di altri redditi o meno);
– prospettive insite al rapporto locativo con una data azienda.

Per questo consigliamo una consulenza con un professionista del settore per valutare la soluzione più adatta alla situazione! Puoi contattarci compilando il modulo in questa sezione del sito.

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