Rione Esquilino

L’Esquilino non è soltanto il nome di questo rione ma è anche uno dei sette colli di Roma, insieme a Campidoglio, Viminale, Palatino, Aventino, Celio e Quirinale. L’etimologia trae origine da esculus o eschio, albero glandifero caro a Giove, oppure da quelle Excubie, le guardie che Romolo mandava in giro di notte per difendersi dalle insidie sabine di Tazio. Nel Catalogo sia augusteo che costantiniano, il rione faceva parte della V Regio dedicata ad Isis et Serapis. Su questo altissimus Romae locus si riscontra una cerchia di fortificazioni della città eseguita da Servio Tullio detta Aggere Tulliano, costruita verso al metà del VI secolo a.C., quando, cioè, la zona iniziò ad essere abitata. Benché Mecenate vi avesse costruito la sua gran villa e vi abitassero Orazio, Virgilio, Properzio ed altre illustri personalità, l’Esquilino mantenne a lungo la sua fama di luogo miserando e maledetto, a ricordo dei tempi più remoti, quando la zona era miasmatica e malsana e destinata a sepolcreto per schiavi, meretrici e condannati a morte. La storia si ripetè anche nel Medioevo quando maghi, streghe e negromanti scelsero l’Esquilino per darsi convegno notturno e celebrarvi misteriosi riti. Il colle è costituito da tre sommità, l’Oppius (il settore meridionale), il Fagutal (la punta occidentale, confinante con la Velia) e il Cispius (la zona settentrionale, dove è S.Maria Maggiore), non tutte appartenenti, però, al rione. Nel Settecento, l’Esquilino entrò a far parte del rione Monti allorquando Benedetto XIV Lambertini suddivise la città in rioni. Nel 1921 si separò dai Monti, insieme al Castro Pretorio e al Celio, per riprendere possesso del suo etimo. In antichità la zona era una sorta di grande cisterna, in quanto tutti gli acquedotti passavano per l’Esquilino. Papa Gregorio XIII Boncompagni diede il via ad una impostazione urbanistica del rione aprendo la famosa via Gregoriana sull’antico tracciato della via Tabernacola. Si chiamerà in seguito via Merulana e congiungerà S.Maria Maggiore a S.Giovanni in Laterano. Sempre in quell’epoca, 1575, si costruì l’attuale porta di San Giovanni, essendo divenuta insufficiente al traffico (già allora!) quella antica, detta Asinaria. Dopo il 1870, con Roma capitale, l’Esquilino fu la zona d’attacco della speculazione edilizia, favorita dalla avidità di denaro dei proprietari aristocratici delle ville della zona: l’Esquilino perse tutta la ricchezza del suo verde, della sua storia, dei suoi giardini, per dare vita ad una zona tipicamente “piemontese”, abbandonando i suoi colori vivaci per vestirsi di grigio, da impiegata ministeriale.

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