Rione Trevi
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE TREVI
Tre "misericordie", ovvero tre pugnali, in campo rosso sono il simbolo araldico
del rione che potremmo definire il più laico in quanto vi si contano meno
chiese che negli altri, anche se quelle esistenti hanno un'antica tradizione
e opere d'arte notevoli. Nella topografia archeologica dell'età romana,
il rione, istituito nel 1743 con chirografo di Benedetto XIV, corrisponde
in parte alla VI Regio, l'Alta Semita, oggi via XX Settembre.
Il nome deriva da Treio, Treghio, Trevio, che nel Medioevo significò lo
sbocco di tre vie (trivium). Ma dove era questo trivio? Probabilmente
dove si trova la Fontana di Trevi, fiore all'occhiello
del rione, e la chiesa di S.Maria in Trivio. Nel Medioevo
il rione si popolò di torri ghibelline e lo dominarono i Colonna. Nel
Rinascimento e nel Seicento Trevi vide rifulgere la Reggia dei Papi (attuale
Palazzo del Quirinale) e il poderoso Palazzo
Barberini. Un grande inquilino del rione fu Michelangelo Buonarroti
che morì vecchissimo a 89 anni (1564), solo e ricoperto di pidocchi, in
una casa a Macel de' Corvi oggi sparita, che si trovava vicino a piazza
Venezia. Fu sepolto nel chiostro della chiesa dei Ss.Apostoli, ma il cadavere
fu trafugato nottetempo e trasportato a Firenze. Dopo il 1870, il rione
cambiò notevolmente aspetto a causa delle demolizioni che portarono alla
luce nuove arterie: vennero aperte via del Tritone, il traforo Umberto
I foderato di mattonelle bianche alla cui pulizia era addetta un'apposita
squadra capitolina, via Regina Elena (l'attuale via Barberini

