Rione Trastevere
affitti brevi periodi nel cuore di roma
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE TRASTEVERE
Fino ai tempi di Augusto questa zona era rimasta al di fuori della
città vera e propria; soltanto dalla fine dell'età repubblicana,
il Trastevere si andò coprendo di edifici utilitari e di case
d'abitazione, quest'ultime destinate ai lavoratori e ai piccoli commercianti,
attirati dall'attività economica del fiume e delle vicine installazioni.
Già in età imperiale, il rione si trasformò in
un immenso quartiere: l'abitavano vasai, operai delle manifatture del
cuoio (coriaria), dell'avorio, ebanisti, mugnai dei molini ad acqua
sul Tevere (molinae), facchini degli infiniti magazzini e depositi,
fornaciai delle fabbriche di laterizi dei Monti Vaticani, attive fino
a pochi anni fa (in via delle Fornaci e Valle dell'Inferno). La viabilità
della riva destra del Tevere era basata su due strade assai antiche,
in origine extraurbane, che si dirigevano al ponte primitivo, il Sublicio.
A partire da questo punto divergevano la via Campana verso sud e la
via Aurelia verso ovest. La prima si dirigeva primitivamente verso le
saline, alle foci del Tevere e costituì più tardi il primo
tratto della via Portuensis. Assai meglio riconoscibile è il
percorso della via Aurelia, aperta nel III secolo a.C.. La strada corrisponde
esattamente al tracciato attuale di via della Lungaretta che
si può seguire fino a piazza S.Maria in Trastevere:
da qui saliva sul Gianicolo ed usciva dalla Porta
Aurelia. Il rione conservò nei secoli le caratteristiche
delle origini, cioè un aspetto e un carattere di povertà
e di provvisorietà che lo distinguevano dal resto della città
e che ne improntavano anche le costruzioni e la struttura viaria: un
ammasso disordinato di case e casupole distribuite in un groviglio di
vie e viuzze orientate sul Tevere e nel mezzo le primitive chiese di
S.Maria in Trastevere e di S.Crisogono che
svettavano su tutte le altre costruzioni. Il rione si trasformò
agli inizi del Cinquecento con l'apertura, ad opera di Giulio II, di
due grandi assi viari: uno corrispondente alle attuali via della
Lungara-via della Scala e l'altro a via della Lungaretta;
in pratica, un rettilineo che collegava il Vaticano da Porta S.Spirito
fino al cuore della città, il Campidoglio e il Palatino. S.Maria
in Trastevere, su cui convergevano le due strade, divenne il cuore del
rione e questo carattere si accentuò ulteriormente un secolo
dopo, quando Paolo V aprì un terzo asse viario per congiungere
la suddetta chiesa con quella di S.Francesco a Ripa (attuale
via di S.Francesco a Ripa). Queste vie furono aperte
in un rione popolare e mantennero intatto questo carattere anche nei
secoli successivi: non vi risedettero cardinali, non vi sorsero chiese
sontuose né furono creati palazzi della grande aristocrazia papalina
ma di una più modesta nobiltà cittadina. Per due secoli
e mezzo Trastevere si sviluppò sulla base di questa struttura
urbanistica: dalla pianta di Roma di G.B.Nolli del 1748 appariva evidente,
infatti, che il rione aveva maturato, sulla tripartizione viaria, un
equilibrio, un'unità, un'armonia nel disporsi che saranno sconvolti
soltanto dopo il 1870, allorché si diede il via ad un nuovo assetto
urbanistico. L'insufficienza finanziaria e le lungaggini burocratiche
evitarono, fortunatamente, che la cultura cisalpina di quei decenni
distruggesse del tutto la zona. L'intervento più importante fu,
nel 1886, l'apertura del viale del Re, poi viale del Lavoro e infine
viale Trastevere, per congiungere, attraverso un nuovo
ponte (ossia ponte Garibaldi, aperto due anni dopo), via Arenula con
la stazione ferroviaria che doveva essere il terminale dei collegamenti
con il nord lungo il Tirreno. Ma il viale non fece in tempo ad essere
ultimato che la stazione, che si affaccia su piazza Ippolito Nievo con
il suo tradizionale orologio, era già stata declassata, per il
traffico passeggeri, a favore di Roma Termini: rimase adibita allo smistamento
merci fino agli anni Trenta allorché perse anche questa funzione.
Oggi vi ha sede l'Istituto Sperimentale delle FS, mentre la stazione
di Roma-Trastevere ora funzionante si trova alla fine del viale. Pur
se risparmiato dai più ambiziosi progetti che colpirono pesantemente
altri rioni della città, Trastevere uscì stravolto dalla
costruzione di questo viale, che da solo alterò l'intero orientamento
della zona e la divise in due parti che non si sarebbero mai più
saldate: le due vie sopra menzionate della Lungaretta e di S.Francesco
a Ripa persero, con l'unità e la continuità, anche la
funzionalità per cui erano state concepite.
appartamenti presenti nel rione

