Rione Testaccio
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE TESTACCIO
Il Testaccio, compreso tra via Marmorata, le Mura
Aureliane e il Tevere, ha la forma di un quadrilatero quasi
regolare, pianeggiante, tranne che per la collinetta artificiale da
cui trae il nome, il Monte Testaccio, la grande discarica
del porto dell'antica Roma, l'Emporium, formatasi per l'accumulo dei
vasi di coccio, le testae, per l'appunto. Da allora, fino ai recenti
tempi (1975) in cui è cessato l'uso del Mattatoio, la piana tra
la collina e il fiume ha mantenuto, pur attraverso ridimensionamenti
e trasformazioni, una significativa continuità d'uso mercantile,
motivata per secoli principalmente dalla presenza del Tevere come via
rapida di trasporto. Nel 1868 Pio IX autorizzò Pietro Ercole
Visconti a compiere i primi scavi sistematici in concomitanza con la
costruzione del nuovo quartiere operaio e del Mattatoio. Un po' ovunque
gli scavi per le fondazioni dei palazzoni popolari misero in evidenza
reperti archeologici, di fronte ai quali l'atteggiamento del tempo era
quello di valorizzare i monumenti singoli ritenuti degni di nota ma
di demolire il tessuto archeologico qualora la sua continuità
fosse stata ritenuta "insignificante". Il quartiere di abitazione
fu progettato come insediamento periferico modello e realizzato di malavoglia
da imprese private che non lo ritennero sufficientemente remunerativo.
Ai nostri giorni si va configurando il progetto, ormai decennale, di
riqualificazione del rione recuperando l'area dell'ex Mattatoio. Nel
frattempo sono sorti spontaneamente spazi che ospitano espressioni di
cultura ludica: musica, prosa e poesia, moltissimi locali "magnerecci",
tra i quali molti che mantengono alta l'antica tradizione della cucina
romana: rigatoni co' la pajata, la coratella con i carciofi o con la
cipolla, la trippa alla romana, la coda alla vaccinara...

