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RIONE SANT'EUSTACHIO

sant'eustachio Il simbolo araldico del rione risale ad una leggenda cristiana. Placido, capitano delle milizie sotto Traiano, nell'andare a caccia sui monti della Mentorella sopra Tivoli, s'imbattè in un cervo che fra le ramose corna portava il volto del Redentore. Scosso dal miracolo, Placido si convertì e, battezzato, prese il nome di Eustachio. Qualche anno dopo, sotto il regno di Adriano, reo di essere cristiano e di non onorare gli dèi, fu esposto ai leoni insieme alla moglie ed ai figli ma gli animali, miracolosamente, non osarono toccarli, anzi, chinarono la testa e si allontanarono. Allora l'imperatore fece chiudere Eustachio e la famiglia in un toro di bronzo infuocato: morirono all'istante ma quando i cadaveri dei martiri furono estratti dall'orrendo strumento di morte erano intatti. La sua casa fu trasformata in luogo di culto e originò più tardi la chiesa di Sant'Eustachio. Già fervido centro di vita intellettuale con il mondo universitario dell'antica Sapienza e i fastosi spettacoli dei teatri Argentina e Valle, il rione è caratterizzato da un gran numero di chiese sorte per iniziativa delle corporazioni artigiane e delle comunità nazionali ed europee, da S.Andrea della Valle a S.Luigi de' Francesi, mentre nello storico palazzo Madama risiede sovrano il Senato della Repubblica. Anche il rione di S.Eustachio, come purtroppo molti altri, ha subito grandi demolizioni, come quella avvenuta per la costruzione di corso Vittorio Emanuele II e quella per aprire corso del Rinascimento, dove un tempo si apriva via delle Cinque Lune.