:: torna ai rioni ::

RIONE RIPA

ripa Il rione Ripa nasce da una delibera comunale del 1921 quando furono "staccati" dall'antico corpo topografico i rioni di Testaccio e S.Saba. Tre sono le zone che lo compongono: l'Aventino, la Valle Murcia e l'Isola Tiberina. Tre immagini da cui nasce l'idea di Roma, poiché fu proprio lì, al Velabro (Arco di Giano), che nelle acque stagnanti di un porticciolo naturale approdò Evandro, capo della colonia degli Arcadi, per formare sul Palatino il nucleo del suo piccolo regno. E fu proprio lì, continua la leggenda, che la piccola cesta con Romolo e Remo fu trovata e presa in custodia dalla lupa. Secondo la tradizione, dall'Aventino Remo avrebbe osservato il volo dei sei avvoltoi che preannunciavano la sua sconfitta nella contesa con il gemello Romolo: Plutarco fa derivare da questo episodio il nome del colle Aventino, ab avibus, che in precedenza si chiamava Mons Murcius, dai mirti che lo ricoprivano. Altri storici riferiscono il nome ad Aventinus, un mitico re di Alba che sarebbe stato colpito mortalmente da un fulmine sul colle e qui sarebbe stato sepolto. Nel 456 a.C., con una legge Icilia, l'intera collina dell'Aventino fu dichiarata di proprietà pubblica e distribuita ai plebei perché vi costruissero case. Da allora, un quartiere fittamente popolato si andò formando, al punto che, nell'età di Augusto, non rimaneva spazio per edifici pubblici. Solo in età imperiale, l'Aventino perse le sue caratteristiche di quartiere popolare e commerciale per trasformarsi in un quartiere aristocratico. Con Augusto il colle venne incluso nelle 14 regioni e con l'imperatore Claudio incluso nei limiti del pomerio. I Servili, i Sura, i Decii (che costruirono le Terme Deciane) furono i patrizi abitatori dell'Aventino insieme a quell'Asinio Pollione famoso generale, nonché scrittore e poeta. Il IV secolo segnò il massimo splendore nella zona in cui il Cristianesimo trionfante splendeva in episodi di mistica bellezza: ai templi pagani subentrarono luoghi di culto cristiano e chiese. Il piano regolatore Viviani del 1883 avrebbe voluto trasformato l'Aventino in un quartiere per abitazioni, con palazzoni e strade a scacchiere. Per fortuna il piano non fu mai attuato fino a quando, nel 1914, si iniziò quella lenta e garbata inurbazione a villini che caratterizza tutt'oggi una tipologia edilizia rispettosa dell'ambiente.