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RIONE REGOLA

regola Il cervo in campo azzurro a indicare l'araldica del rione rimane tuttora un mistero, mentre l'etimologia del toponimo è chiara, derivando da Arenula (a cui è intitolata la via principale) per le arene del fiume, e poi, per corruzione, Reola e quindi Regola. In età romana faceva parte del Campo Marzio o prata flaminia e vi si articolava un'edilizia popolare e utilitaria di tutto un artigianato mercantile dedito alle attività fluviali. Feudo dei Savelli, il rione, fin dall'alto Medioevo, era una zona di mugnai, tintori, cordai, macellai, pescivendoli e bettolieri favoriti dalla vicinanza del Tevere. Proprio a causa della vicinanza del fiume, qui venivano conciate le pelli della vaccina, essendo il rione una zona alacre dell'artigianato in pellami, operazione che ovviamente seguiva la mattazione della bestia: questo è il motivo per cui la tradizione vuole che la famosa "coda alla vaccinara" sia figlia di Regola.