Rione Ponte
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE PONTE
Il
rione Ponte era, in origine, una distesa di paludi, come ricorda Ovidio
nei Fasti, un luogo misterioso, sibillino e "gonfio di agguati".
Nel luogo ove sorge la piazza e il palazzo Sforza Cesarini,
era situato il Tarentum, ossia un edificio destinato alla cremazione,
probabilmente quello di Adriano. Durante gli sventramenti del 1888 per
aprire quel tratto di corso Vittorio fu rinvenuta l'Ara Ditis
et Prosertinae, la rivale, in bellezza, dell'Ara Pacis e dell'Ara
Martis che ornavano il Campo Marzio. L'ara fu inaugurata da Augusto nell'anno
17 a.C. Un altro ricordo archeologico fu scoperto nel 1890 dal Lanciani
lungo le rive del Tevere, all'altezza di Tor di Nona: sono gli avanzi
di un poderoso molo da sbarco per i marmi che servivano ai monumenti del
Campo Marzio. Tra il Tarentum e il Tevere (largo Tassoni) si estendevano
i galoppatoi in località detta Trigarium che, da quanto sappiamo
da Plinio e dalle glosse greco-latine, servivano all'addestramento dei
cavalli da corsa che si esibivano nel vicino stadio Domizio (piazza Navona).
Tra le memorie archeologiche vince in bellezza il ponte Elio o
Sant'Angelo che peraltro ha dato il simbolo al rione. Sisto IV,
il primo papa della Rovere, è il primo restauratore del rione:
fece selciare tutte le vie e, nel gennaio del 1480, ripulì la zona
di ponte Sant'Angelo da tutti i tuguri fatiscenti. Ma l'opera sua più
importante è la costruzione di S.Maria della Pace.
Molti furono i personaggi noti che vissero nel rione: da Benvenuto Cellini,
nel 1519, al genio del Borromini nel 1615, dal Maderno a messer Agostino
Chigi. Nei primi anni del '900, il piano regolatore della "nuova"
Roma operò nel rione vari sventramenti che inflissero vaste ferite
all'antico tessuto urbano. Ciononostante Ponte ha conservato il suo tipico
aspetto con i rettilinei rinascimentali convergenti verso il ponte, riuscendo
a mantenere un perfetto equilibrio tra passato e presente.
appartamenti presenti nel rione

