Rione Pigna
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE PIGNA
Il simbolo araldico del rione è una pigna, strano
riferimento botanico che non ha nulla a che fare con le risorse vegetali
del territorio. L'accezione più accreditata è che il toponimo
discenda dalla Pigna Bronzea, oggi nel cortile del Belvedere in Vaticano,
che secondo alcuni era posta, come fontana, nel mezzo dell'Iseo Campense
oppure come fontana ornamentale delle Terme di Agrippa. Cronologicamente,
questa spiegazione non è accettabile, poiché alla metà
del XII secolo la "pigna" è già in Vaticano, quando
cioè il rione non aveva ancora preso tale nome. Un'altra spiegazione,
forse più plausibile, è che il termine provenga dalla "Vigna
Tedemari", un'estesa proprietà di un tal Tedemaro, nipote
dell'abate Campone di Farfa. La proprietà occupava buona parte
del rione, sia nella divisione delle antiche regioni come nella ripartizione
trecentesca: in parecchi documenti dell'epoca è detta semplicemente
"Regione della Vigna" o "Vigna", quindi, per corruzione,
da "vigna" a "pigna" il passo è breve. In epoca
romana, si estendeva in questa zona la Villa Pubblica, circondata da portici,
un luogo destinato ad operazioni pubbliche quali il censimento, la leva
e le grandi pompe per il ricevimento degli ambasciatori. Tra la piazza
di S.Ignazio e l'attuale chiesa della Minerva sorgeva
un tempio di stile egizio dedicato alle divinità di Iside e Serapide,
l'Iseo Campense, una monumentale testimonianza del cosmopolitismo dei
culti di Roma verso tutte le religioni dell'impero. I leoni in basalto,
durissimo marmo etiopico, che nel '500 vennero collocati a decorare la
fontana dell'acqua Felice a S.Bernardo alle Terme, gli altri due leoni
che si trovano ai piedi della rampa capitolina (entrambi sono copie, gli
originali si trovano rispettivamente nel Museo Egizio vaticano e nel Museo
Capitolino), la statua del Nilo che si trova nel Museo Chiaramonti in
Vaticano e quella del Tevere che è al Louvre, provengono da questa
zona. Inoltre, vanno aggiunti gli obelischi di Villa Mattei al Celio,
quello in piazza della Rotonda, quello in piazza della Minerva e quello
che si trova in via delle Terme di Diocleziano.

