Rione Ludovisi
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE LUDOVISI
Nel 1886, a seguito di una convenzione tra il Comune di Roma e il principe
di Piombino con la Società Immobiliare come impresa costruttrice,
scomparve la splendida Villa Ludovisi per "lavori di pubblica utilità
ed agricola", cioè per fare posto ad un rione. Sarebbe rimasto
il ricordo della villa solo nel nome del rione, Ludovisi. All'epoca,
ci furono grandi proteste sui giornali, ai quali si aggiunsero grandi
personaggi come il D'Annunzio, Gregorovius e quanti altri volevano evitare
di veder incenerire, divorata dalla "febbre umbertina", quella
parte di città che fin dai tempi di Sallustio era stata destinata
agli incanti di una natura piegata soltanto da capolavori architettonici
di giardinaggio. Nella Roma imperiale, infatti, questa era la zona in
cui gli aristocratici avevano ville e giardini. Dopo il Sacco di Roma,
nel XVI secolo, la zona divenne aperta campagna. Tornò in auge
solo nel '600 con la costruzione di Villa Ludovisi. Questa stupenda
dimora fu commissionata al Domenichino dal cardinale Ludovico Ludovisi,
nipote di Gregorio XIV, dal quale passò per eredità ai
Boncompagni, principi di Piombino e duchi di Sora. Il giardino e l'interno
della villa furono opera del celebre Le Notre, lo stesso che aveva costruito
Versailles per il re Sole ed era questa villa l'unico lavoro del celebre
architetto a Roma. Questi inventò ampi viali fiancheggiati da
statue e da sarcofagi, frammenti antichi sistemati tra il verde, piccoli
boschi, aiuole, siepi e fontanine. La villa si presentava come un edificio
in tre corpi congiunti, a cui si accedeva da terrazze e da scale. I
Ludovisi persero e ripresero la proprietà ben due volte, una
terza l'abbandonarono per poi tornarvi dopo il 1815 e nel 1872 l'affittarono
a Vittorio Emanuele II, che ne fece la residenza della bella Rosina.
Nel 1883 i principi, ora Boncompagni Ludovisi, stipularono un contratto
con la Generale Immobiliare e lottizzarono quasi 200.000 dei 247.000
mq. La speculazione si abbatté sulla villa: scomparvero i viali,
si abbatterono le costruzioni e si sradicarono gli alberi.

