Rione Colonna
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i suoi XXII Rioni Storici:
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RIONE COLONNA
Nei
tempi antichi, la zona racchiudeva nei suoi confini monumenti di grosso
peso per la lettura archeologica della città, come l'Ara Pacis, il Tempio
di Nettuno, il Pantheon e la colonna di Marco Aurelio, con una forma molto
irregolare dato che una lingua del territorio arrivava (ed arriva tuttora)
fin sotto il Capitolium Vetus (in prossimità dell'incrocio tra via del
Quirinale e via delle Quattro Fontane). La via Flaminia, lungo la quale
si assiepava la fastosità delle antiche architetture, la attraversava
come un colpo di spada (corrispondeva, parzialmente, all'attuale via del
Corso). A nord, appena passato il Lucus Lucinae (S. Lorenzo in
Lucina), sorgeva l'Ara Pacis, il più simbolico e il più insigne
per religione e fattura dei monumenti romani. Un altro monumento importante
che gli antichi romani chiamavano Senaculum qui sorgeva e si trovava dove
oggi è la chiesa di S.Silvestro. Lo aveva fatto erigere Eliogabalo per
soddisfare l'ambizione legislatrice di sua madre Semiamira ed era un gran
salotto dove si riunivano le matrone della Roma-chic per dettare leggi
sulla moda, dai tessuti al taglio dei capelli, dai trucchi per la pelle
al comportamento sociale. Da un territorio che in età romana, la Regio
Quinta, fu di esclusiva lottizzazione degli Antonini, che vi innalzarono
le loro glorie civili, nacque, ad iniziare dall'alto Medioevo, quello
sviluppo graduale del "centro" a foglia di carciofo, che si estendeva
anche sul favoloso Campo Marzio, descritto
da Strabonio, come "una delle sette meraviglie del mondo". Colonna fu
rione terzo di numero, dal 18 maggio 1743, con chirografo di papa Benedetto
XIV

