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RIONE COLONNA

colonna Nei tempi antichi, la zona racchiudeva nei suoi confini monumenti di grosso peso per la lettura archeologica della città, come l'Ara Pacis, il Tempio di Nettuno, il Pantheon e la colonna di Marco Aurelio, con una forma molto irregolare dato che una lingua del territorio arrivava (ed arriva tuttora) fin sotto il Capitolium Vetus (in prossimità dell'incrocio tra via del Quirinale e via delle Quattro Fontane). La via Flaminia, lungo la quale si assiepava la fastosità delle antiche architetture, la attraversava come un colpo di spada (corrispondeva, parzialmente, all'attuale via del Corso). A nord, appena passato il Lucus Lucinae (S. Lorenzo in Lucina), sorgeva l'Ara Pacis, il più simbolico e il più insigne per religione e fattura dei monumenti romani. Un altro monumento importante che gli antichi romani chiamavano Senaculum qui sorgeva e si trovava dove oggi è la chiesa di S.Silvestro. Lo aveva fatto erigere Eliogabalo per soddisfare l'ambizione legislatrice di sua madre Semiamira ed era un gran salotto dove si riunivano le matrone della Roma-chic per dettare leggi sulla moda, dai tessuti al taglio dei capelli, dai trucchi per la pelle al comportamento sociale. Da un territorio che in età romana, la Regio Quinta, fu di esclusiva lottizzazione degli Antonini, che vi innalzarono le loro glorie civili, nacque, ad iniziare dall'alto Medioevo, quello sviluppo graduale del "centro" a foglia di carciofo, che si estendeva anche sul favoloso Campo Marzio, descritto da Strabonio, come "una delle sette meraviglie del mondo". Colonna fu rione terzo di numero, dal 18 maggio 1743, con chirografo di papa Benedetto XIV